
Ultimo di sette figli, rimasto a nove anni orfano della madre, venne inviato in un collegio romano presso i Padri Pallottini per gli studi ginnasiali e liceali. Laureato in Lettere nel 1939 entrò nelle file dell’Arma dei Carabinieri nella quale si distinse per particolari benemerenze. Dal 1939 al 1945 partecipò all’ultimo conflitto in Africa settentrionale dove per atti di valore ha ottenuto una “Promozione per Meriti di Guerra; in Slovenia dal 1942 al 1943 nella lotta antiguerriglia salvando il suo Reparto da una imboscata dei “titini” ottenendo una “Promozione per Meriti Eccezionali”; in Sicilia dal 1943 al 1945 per segnalate Operazioni di Polizia Giudiziaria ha meritato vari “Encomi Solenni, compiacimenti e una proposta di promozione per “Meriti Speciali” e sempre in Sicilia dal 1945 al 1951 al Comando della Tenenza Suburbana di Palermo ha preso parte attiva alla lotta con il Comando Forze di Repressione del Banditismo:
- pervenendo alla scoperta ed arresto dei componenti di varie associazioni a delinquere ed al recupero di ingenti quantitativi di armi e munizioni;
- contro l’EVIS dirigendo reiterate operazioni di polizia, anche con Reparti Speciali dell’Arma, traendo in arresto numerosi affiliati e recuperando cospicuo materiale bellico;
- contro la “Banda Giuliano sostenendo vari conflitti a fuoco con elementi di essa. In uno di questi, il 19 agosto 1949, a Bellolampo al rientro da una vasta e importante operazione di servizio e di rastrellamento, al comando dei propri uomini, rimane ferito, vittima del cruento attentato, più noto nella storia come Strage di Passo di Rigano, con un camion che saltò su una mina anticarro e che provocò la morte di 7 carabinieri e il ferimento di altri 10. Forse uno degli episodi più sanguinosi dopo l’eccidio di Portella delle Ginestre. Per il suo impegno e coraggioso comportamento ha meritato una “Croce al Valor Militare e tre Croci al Merito di Guerra”
Dal 1951 al 1957, al Comando della Compagnia di Casoria (NA) ha conseguito brillanti operazioni di Polizia Giudiziaria pervenendo alla eliminazione delle bande “Maisto” rinomato per aver schiaffeggiato in pubblico il noto boss italo americano Lucky Luciano e “Pascalone” di Nola.

L’arresto di Luciano Liggio

Nominato colonnello, al Comando del Gruppo Esterno Carabinieri di Palermo condusse, specie dopo la Strage di Ciaculli, un’efficace lotta antimafia che portò nel 1964 alla cattura del boss Luciano Liggio, primula rossa di Corleone latitante da sedici anni riscuotendo il plauso della popolazione e della stampa internazionale.
Per questa operazione:
- Il Capo dello Stato gli conferì l’onorificenza di Cav. Uff. al M.R.I “per particolari benemerenze”.
- Il Ministro dell’Interno su proposta del Capo della Polizia Vicari gli assegnò la taglia espressamente posta per la cattura di Liggio.
- Il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, il Ministro della Giustizia e il Capo della Polizia gli tributarono attestati ed encomi di eccezionale rilievo.
- Il Comandante Generale dell’Arma, ricorrendo il 5 giugno 1964 il 150° della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, lo fece oggetto di particolare menzione, disponendo che la sua foto, con apposita didascalia, venisse riportata in entrambe le pagine centrali del giornale «Il Carabiniere» e distribuito a tutte le autorità e convenuti in occasione delle straordinarie celebrazioni svoltesi per quella circostanza in tutto il territorio nazionale.
- La Città di Corleone lo nominò “cittadino onorario”.
Tenne il Comando del 7º Battaglione Carabinieri di Roma, e per brevi periodi, ebbe il Comando della Legione Carabinieri di Roma. Dal 1967 al 1973, fu al Comando della Legione Carabinieri di Chieti , avente giurisdizione sull’Abruzzo e il Molise. Promosso Generale fu poi di nuovo in Sicilia, fino al collocamento a riposo. Frequentemente ha tenuto agli studenti liceali e università della Sicilia incontri sulla “legalità” forte anche delle sue esperienze professionali e personali riscuotendo grande successo.
L’Amministrazione Comunale di Sambuca di Sicilia, su proposta unanime del Consiglio Comunale, per la riconosciuta ed encomiabile lotta alla mafia e ogni organizzazione delinquenziale, gli intitolò l’aula consiliare collocando a memoria futura anche una targa marmorea.

L’Amministrazione Comunale di Sambuca di Sicilia gli ha attribuito l’Onorificenza cittadina dell’Arpa d’Oro.
La Città di Corleone gli ha conferito la “Cittadinanza Onoraria” per l’impegno profuso contro la Mafia e più specificatamente per avere catturato Liggio;
Presidente Nazionale dell’Associazione Decorati di Medaglia d’Oro Mauriziana;
Ispettore Regionale per la Sicilia dell’Associazione Nazionale Carabinieri nonché “Socio d’Onore” della Associazione;

Componente del Consiglio Direttivo del C.I.D.M.A. (Centro nazionale Antimafia) di Corleone;
Preside della Sezione di Palermo dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; (Foto)
Socio Senior attivo del Rotary International Palermo gratificato con la consegna della Onorificenza “Paul Harris”;
Socio Onorario del Panathlon International Palermo
Dopo la durezza e le asperità di mille battaglie, raggiunta la veneranda età, fa scorgere la sua vena poetica che gli ribolliva nell’animo fin dalla maturità. Un verseggiare semplice, intenso, sincero così che nell’arco di poco tempo realizza tre volumetti:
- Flores senectutis 1° volume – La Ginestra editrice (Foto)
- Flores senectutis 2° volume – La Ginestra editrice
- La Fedelissima – Edibook Giada – Palermo

Tra le tante e per tutte ricordiamo una parte di quelle rime in cui trattò la sua attività:
“Come tal scoglio che giammai cede
all’onda travolgente del mare,
resse e superò, con gran fede,
aspre lotte e prove amare.
Fu uomo tale che non recede
né dal combatter né dall’amare”
In occasione del Trigesimo e della intitolazione dell’Aula Consiliare, in suo ricordo, l’Amministrazione Comunale di Sambuca di Sicilia ha pubblicato il libro “Un Uomo, una Fede, una Storia” – Edibook Giada – Palermo
Onorificenze
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana
Grande Ufficiale al Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio
Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno
Ufficiale con spade dell’Ordine al merito melitense
Promozione per merito di guerra
Croce di guerra al valor militare
Croce al merito di guerra (3 concessioni)
Medaglia al merito di lungo comando nell’esercito (20 anni)
Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)
Distintivo d’Onore “Ferito in Servizio”
Medaglia commemorativa della guerra 1940 – 43
Medaglia commemorativa della guerra 1943 – 45
Distintivo di Onore per aver comandato Reparti Corazzati
Bibliografia
- Vincenzo Cuomo e Gianfranco Milillo, Da Salvatore Giuliano a Luciano Liggio. Attraverso la testimonianza e l’opera del Gen. Ignazio Milillo ed. L’argo libro
- Gianfranco Milillo, Il caso Liggio. Atti, Fatti e Misfatti.
- Un uomo, una Fede, una Storia …. Dai racconti e dai versi di Ignazio Milillo
- Marco Nese, Nel segno della Mafia.
- Angelo Vecchio, Il clan dei Corleonesi
- Intervista dal carcere di Enzo Biagi a Luciano Liggio trasmessa dalla RAI.
- Informativa del Prefetto di Palermo Ecc. Ravalli alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della “mafia” in Sicilia, al Ministro dell’Interno ed al Capo della Polizia dr. Angelo Vicari.
- Il Gruppo Carabimnieri di Monreale di Franco Alessio Pischedda.
- Rosario Pomaed Enzo Perrone, La Mafia.
- Gabor Gellert, Maffia, ed. Rubbettino.
- Il Carabiniere. Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri.
- Enciclopedia De Agostini: Carabinieri – Anni ruggenti pag.209-210.